16 marzo 2017

I nostri consigli

Sonia conosce Knut in una chat su Internet. La relatà virtuale annulla i settecento chilometri che li separano, così in poco tempo tra i due nasce una relazione.
Sonia si rende presto conto che Knut è diverso da tutte le persone che ha conosciuto, vive in un mondo tutto suo ma nello stesso tempo la ricopre di attenzioni e nell'anomalia di questa situazione Sonia vede una via di fuga da una quotidianità che la soffoca, arrivando a condurre due vite parallele.
Cicatrice non è solo un'inquietante storia d'amore ma anche una riflessione sulla società di oggi, su potere e sottomissione,annullamento del desiderio e carnalità,colpa ed espiazione.
In queste pagine Sara Mesa si rivela al pubblico italiano come una delle voci più forti e significative della sua generazione.

Sara Mesa, Cicatrice, Bompiani 2017



Il telefono squilla e la voce che la Bionda sente all'altro, quella dell'Indio, l'amato fratello, la spinge ad abbandonare la spiaggia del Mediterraneo dove vive da anni dopo aver lasciato da bambina il Cile dittatoriale e a tornare in patria, portando con sè un un'urna le ceneri della madre appena morta.
Ma invece del fratello trova solo il Mapocho, fiume sporco e fangoso che attraversa la città di Santiago trascinando con sè l'eredità dei morti, e la vecchia e ormai cadente casa della sua infanzia.
Romanzo onirico, con personaggi sospesi tra la vita e la morte, diventato testo imprescindibile della recente letteratura cilena, rilegge, mutilandola, la storia ufficiale del Paese per offrirne una visione alternativa raccontata da chi l'ha vissuta ai margini.

Nona Fernandez , Mapocho, Gran Via 2017



Londra, 1899.
In un camerino dell' Alhambra Music Hall, il giornalista americano Jack Walser sta intervistando la star del momento : Fevvers , seducente trapezista vagabonda, un metro e ottantacinque per ottantotto chili, biondissima e dotata di un bel paio di ali.Una vera e propria leggenda che racconta la sua vita rocambolesca : abbandonata in fasce sulla soglia di un bordello a WhiteChapel e amorevolmente cresciuta dalla baffuta Lizzie, inizia presto a guadagnarsi da vivere come statua vivente di Cupido e poi come attrazione in un freak show.
Ma Fevvers vuole volare in alto.
Il suo destino sono le luci della ribalta e in poco tempo lei e il suo trapezio conquistano i palchi - e i cuori - di tutta Europa.
Il giovane Walser se ne innamora e la segue insieme alla sua scalcagnata compagnia circense, in un viaggio verso la Russia, in un esilarante caleidoscopio in bilico tra realtà e fantasia.
Un concentrato di umorismo pungente,prosa brillante,erotismo,demolizione sistematica dei clichè e un'immaginazione traboccante sono la sintesi del romanzo più celebre di Angela Carter.

Angela Carter, Notti al circo , Fazi 2017


Un padre, Jachin-Boaz, che disegna mappe preziose per tutte le esigenze. Un figlio, Boaz-Jachin, che vuole una mappa con almeno una zona vuota,ed è proprio la mappa che il padre non può dargli. Un leone, in un mondo dove tutti i leoni sono ormai scomparsi.
Con questi tre elementi Russel Hoban ha costruito un romanzo- una favola?una parabola?un'allegoria?- fondendo il fantastico con la quotidianità.
Trascinati pagina dopo pagina in queste avventure parallele, ma convergenti, di padre e figlio alla ricerca di questo leone, si arriva alla domanda : ma che cos'è il leone?
Ogni lettore troverà in questo singolarissimo romanzo significati diversi e una rappresentazione unica del rapporto padre- figlio ,qui descritta con grande finezza nel continuo oscillare tua un'assoluta incapacità di intendersi  ma nello stesso tempo nel totale accordo della ricerca di qualcosa che il mondo non ha : il leone.

Russel Hoban , La ricerca del leone, Adelphi 2017





10 marzo 2017

I nostri consigli

Nella Finestra sul cortile, tra i film più celebri di sempre e grande metafora del cinema, il protagonista Jeff, interpretato da James Stewart, spia i vicini dal suo appartamento, fino a imbattersi nei segni di un omicidio. Per Victor Stoichita, uno degli storici dell'arte più autorevoli dei nostri giorni, il personaggio di Hitchcock, voyeur e detective al tempo stesso, incarna le caratteristiche dello sguardo con cui le arti visive, fin dall'avvento dell'Impressionismo, sembrano chiedere di essere osservate. La potenza del «gioco della rappresentazione» chiama lo spettatore, proiettato in un mondo di ostacoli e incertezze, privo di una storia immediatamente leggibile, a farsi Sherlock Holmes, per orientarsi nell'affascinante, densa coltre delle interpretazioni possibili. Fu la «Nuova pittura» impressionista a mettere in luce l'importanza di ciò che nel dispositivo del quadro si sottrae all'osservazione, è fuori campo, nascosto o troppo piccolo per essere visto. Da allora, l'immagine artistica appare di frequente come un «luogo del delitto».
Victor I. Stoichita, Effetto Sherlock, Il Saggiatore 2017

Questa doppia biografia tratteggia le vite di due delle più famose protagoniste del Rinascimento italiano, Isabella d'Este marchesa di Mantova e Lucrezia Borgia duchessa di Ferrara, che divengono cognate in virtù del terzo matrimonio di Lucrezia con Alfonso d'Este. Erede di una grande dinastia, sottile stratega capace di vincere le più difficili partite dello scacchiere italiano, mecenate e collezionista, Isabella incarna il prototipo della donna politica cerebrale e ragionatrice, che antepone l'interesse dello Stato agli affetti. Lucrezia, figlia di un papa controverso e "carnale" come Alessandro vi, è invece capace di intense passioni e forti sentimenti, ma all'occorrenza si dimostra un'accorta governante e arriva a contendere a Isabella il primato di mecenate più celebrata della penisola. Le due cognate incrociano le loro esistenze con quelle dei maggiori personaggi del tempo, incarnando due diversi e significativi prototipi di "dame di potere e di corte". Attraverso Isabella e Lucrezia, inoltre, il libro racconta nel dettaglio l'Italia dell'Umanesimo e del Rinascimento, mettendone in evidenza la grandezza e la tragicità, gli splendori e le miserie, la complessità e le contraddizioni, gli individualismi e i particolarismi che le impediranno per molti secoli ancora di divenire uno stato unitario. E, dunque, una biografia ma anche un'analisi politica, che attraverso lo studio del passato, delle Signorie, del papato, dell'impero, dei regni nazionali, serve a comprendere meglio l'Italia di oggi. Perché la storia, come direbbe Benedetto Croce, "è sempre storia contemporanea".
Alessandra Necci, Isabella e Lucrezia, le due cognate, Marsilio 2017

Rimaniamo tutti sorpresi quando telegiornali e quotidiani ci informano che un quadro o una scultura sono stati battuti all'asta per cifre iperboliche. Lo sbalordimento diventa incredulità quando l'opera venduta non è un capolavoro impressionista o una Madonna di Raffaello bensì un pezzo di arte contemporanea, magari realizzato da un artista vivente, in alcuni casi ancora giovanissimo. Milioni di dollari, euro, sterline investiti in un armadietto dei medicinali, un aspirapolvere sotto vetro o uno squalo in formaldeide. Perché accade questo? Quali sono i meccanismi di mercato che rendono possibili quelle che, a un occhio profano, appaiono delle assurde esagerazioni? E poi: ha davvero senso investire denaro nell'arte? Autorevole economista inglese con la passione per l'arte, Don Thompson prende spunto dalla formidabile storia di Damien Hirst e del suo famoso squalo per condurci alla scoperta dei meccanismi che muovono un vero e proprio sistema economico, fatto, come ogni altra attività imprenditoriale, di strategie di marketing e di creazione di brand. Racconta il modo di operare delle case d'aste (colossi come Christie's e Sotheby's), ma anche di galleristi e collezionisti, e ci svela la psicologia sottesa a questo particolare mercato, mostrando quanto esso sia connotato da smania di possesso, ricerca di status, potere del brand e da clamorosi conflitti di interesse, esattamente come molti altri sistemi economici. Non è così assurdo spendere dodici milioni di dollari per uno squalo sottovetro.
Donald Thompson, Lo squalo da 12 milioni di dollari, Mondadori 2017

Pochi personaggi della letteratura possono vantare un impatto così travolgente sulla cultura popolare come Conan il barbaro, la creatura nata dalla penna dello scrittore R.E. Howard nel 1932. Nei racconti dell'autore texano Conan è stato tante cose: ladro, pirata, mercenario, avventuriero, guerriero; allo stesso modo, nella realtà è stato eroe della narrativa, icona cinematografica, successo nel mondo dei fumetti, brand d'indiscusso richiamo. Conan la leggenda indaga e approfondisce il "fenomeno Conan" partendo dalla vita del suo controverso creatore e spostandosi poi sulla sua corposa produzione letteraria. Un'analisi che si focalizza non solo sui trascorsi famigliari di Howard, utili a comprendere l'uomo dietro la macchina da scrivere, ma anche sui suoi lavori con aneddoti, trame e storie che permettono di delineare in modo completo la figura del cimmero. Un'attenzione particolare è rivolta alla cinematografia sul personaggio, che ha saputo farsi pioniera del genere fantastico accrescendone la popolarità. Film ma anche serie televisive e cartoni, oltre a progetti mai venuti alla luce. Un libro che si prefigge di offrire ai fan di Conan un punto di riferimento per riscoprirne il fascino e alle nuove generazioni uno strumento imprescindibile per avvicinarsi a questo antieroe mitico capace di dimostrarsi ancora oggi attuale e immortale.
Enrico Santodirocco, Conan la leggenda, Odoya 2017

9 marzo 2017

I nostri consigli

Qualche tempo fa Ha'aretz, il quotidiano progressista israeliano, ha affidato una rubrica a Sayed Kashua, l'autore di Due in uno e di Arabi danzanti, lasciandogli piena libertà nella scelta dei temi trattati. Grazie a un irresistibile connudio tra gli aspetti più intimi e personali della vita dell'autore e la situazione storica e politica di Israele, la rubrica è diventata in breve un appuntamento imperdibile per i lettori di Ha'aretz. Kashua ne ha raccolto in volume gli scritti più significativi, creando una delle sue opere più riuscite. Il libro è la fotografia tenera, caotica e personalissima della vita di uno scrittore eccentrico: un palestinese nato e cresciuto in Israele, un arabo che scrive in ebraico, un Charles Bukowsky in versione mediorientale, che non esita, in pagine di incontenibile umorismo, a svelare i segreti della sua stessa esistenza privata.
Sayed Kashua, Ultimi dispacci di vita palestinese in Israele, Neri Pozza 2017

Nella città serba di Novi Sad, nelle vicinanze della frontiera ungherese, tra il 1939 e il '45 persone legate tra loro da relazioni di parentela e vicinanza sono investite dall'uragano della storia. Un uragano che assume le fattezze della seconda guerra mondiale, catastrofe che investe tutto e tutti, sconvolgendo le vite della facoltosa famiglia ebrea dei Kro-ner e dei serbi Bozic e Lazukic, i cui destini e le cui storie si intrecciano intorno al diario rosso di Anna Drentwenscheck, insegnante di tedesco della cittadina. Vera, Milinko e Sredoje, i tre protagonisti, rappresentano un'umanità che resiste all'orrore e alla follia del nazismo, che non cede il passo senza combattere, che soffre e patisce senza mai smarrire l'amore e l'entusiasmo per la vita. Come nello stile di Tisma, che qui raggiunge la piena maturità stilistica, la loro è una storia di sconfitti: «Penso che ogni vittoria sia falsa - scrive l'autore -. Vera è solo la sconfitta, perché la vita è in definitiva sempre una sconfitta, a meno che non sia, dal principio alla fine, un'illusione. E le illusioni non mi attirano».
Aleksandar Tisma, L'uso dell'uomo, Calabuig 2017

Berlino, 1989. Dj Darky è nero, viene da Los Angeles e ha un sogno: trovare Charles Stone, in arte Schwa, mitico musicista dell'avanguardia jazz, e fargli suonare il suo perfetto pezzo beat. Il Muro cadrà a breve e una nuova Berlino si schiude davanti al suo sguardo, sterminata e pullulante di vita: va scovato il cuore pulsante della città, ne va colto il battito, va fatto proprio. Un'arteria tra tutte gli balza agli occhi segnando un percorso, indicando la meta: un locale in cui si fa musica, lo Slumberland bar. In quei pochi, fumosi metri quadrati di impiantito sporco e ritmo perfetto, una nuova stagione di ascolto si schiude e lo accoglie: un'educazione sessuale, politica e acustica che via via si annette territori inediti, nuovi gusti musicali, nuove memorie fonografiche...
Paul Beatty, Slumberland, Fazi 2017

Nell'Italia rurale del dopoguerra, Pietro, un bambino di sei anni, non vive una vita semplice: i suoi genitori sono contadini in miseria e la casa in cui vivono cade a pezzi. Un giorno, a portarlo via da lì, via dai genitori, via da tutto ciò che conosce, si presenta un uomo enorme, con una grossa pancia e la testa completamente pelata, tonda e liscia come il fondo consunto di una pentola di rame: è l'ispettore incaricato di condurlo in collegio. (...) Per sopravvivere agli orrori del collegio, Pietro stringe amicizia con Mario, un ragazzino sveglio e intelligente. Nonostante sia più di un anno, Mario ha il corpo minuto ed è più basso degli altri bambini della sua età, come se non fosse cresciuto abbastanza. Le suore lo chiamano "la peste", per via del suo spirito ribelle che, più di una volta, lo ha portato a tentare la fuga. È sempre stato riacciuffato e picchiato, ma Mario non si è mai arreso, fino al giorno in cui una punizione più dura del solito lo fa cadere malato. Solo allora Pietro capisce che dovrà mettere da parte la paura e scoprire il coraggio se vuole salvare l'amico e ritrovare la libertà.
Francesco Formaggi, Il cortile di pietra, Neri Pozza 2017

8 marzo 2017

I nostri consigli - Non-fiction

Che cos'è l'antropologia? Come è cambiata dalle sue origini? Quali sono le questioni aperte e le principali linee di ricerca oggi? Raccontare l'antropologia per tematiche e a partire dalle urgenze dell'attualità, senza trascurare le incursioni retrospettive dentro il «passato che si può usare»: questa la scommessa che percorre ogni capitolo del libro.
Vincenzo Matera, Antropologia contemporanea, Laterza 2017






Apparse nel 1827 e subito salutate come «il libro meglio scritto del secolo», le «Operette morali» si caratterizzano per una scrittura cristallina e si compongono di una serie di dialoghi e novelle spesso declinati in chiave umoristica per indurre i lettori al sorriso. Al di sotto di questa leggerezza di superficie vi trovano però espressione le idee di Leopardi sull'amara condizione dell'uomo e sulle possibili vie di fuga. Dopo aver ragionato sui lunghi tempi di composizione, sulla genesi dei testi e sull'evoluzione delle «Operette», l'autore illustra il ruolo che il «ridere» ha nel loro impianto: un riso che può essere forse inteso come la lezione più profonda e aperta di questo capolavoro della nostra letteratura.
Emilio Russo, Ridere del mondo, Il Mulino 2017

Perché viviamo? Ha senso porsi questa domanda oggi, in una società che ha celebrato la fine di tutte le ideologie, tranne quella del consumo, e che vive del presente, dell'immediato, ponendosi solo fini a breve termine (come la redditività o la competitività)? Nell'epoca della globalizzazione siamo incapaci di rispondere a domande come: a cosa serve la conoscenza? E lo sviluppo economico? A cosa il Potere? Troppo spesso questo silenzio lascia spazio a risposte selvagge. Eppure, proprio il sentimento del vuoto e l'aspirazione a dare un senso alla vita sembrano oggi particolarmente diffuse nelle società occidentali. I processi di globalizzazione, offrendoci un'idea del tutto fuorviante dell'universale, sembrano aver eliminato ì fini fingendo di realizzarli. Ma Auge pensa che non siamo mai stati così vicini al poterli percepire per quello che sono: incitazioni alla fraternità, al pensiero, al sapere. "La necessaria relazione con gli altri, l'impossibile coscienza di sé, la legittima aspirazione a conoscere il mondo: all'interno di questo triangolo si è giocata la storia degli uomini e si giocherà ancora domani a un ritmo accelerato e senza tregua ". Sono dunque, per Auge, proprio la società, l'individuo e la conoscenza le finalità delta condizione umana.
Marc Augé, Perché viviamo?, Meltemi 2017

Qual è la pratica che impegna, da sempre, chi "fa" filosofia e qual è l'efficacia di tale fare? In questo volume non ci si interroga sulla natura della filosofia, o sulla possibilità di considerarla una disciplina scientifica alla stregua di molte altre. Ci si chiede piuttosto che genere di esercizio teorico si compia "facendo "filosofia e perché esso affascini ancora migliaia di giovani, che continuano a scegliere questa materia di studi, palesemente improduttiva secondo alcuni paradigmi della contemporaneità. Riflettendo sul pensiero greco, risulta evidente come la filosofia non possa essere separata dalla politica, né possa essere considerata avulsa da un uso pragmatico, produttivo di una ben definita forma di vita. L'esempio dei cinici come "praticanti della verità" aiuta a chiarire il tema della postura filosofica come attitudine a stringere un'alleanza tra vita e pensiero. Cosa è andato perduto con l'avanzare dei progressi della ragione, in età cartesiana e poi kantiana? Come è possibile praticare una filosofia che sia in grado di incorporare la verità, secondo le parole di Nietzsche? Alla ricerca di possibili risposte, il testo interroga differenti posizioni teoriche, per continuare a interpretare la filosofia come resistenza al conformismo del presente, ma anche come trasformazione etica e pratica.
Rossella Fabbrichesi, Cosa si fa quando si fa filosofia?, Cortina 2017

7 marzo 2017

I nostri consigli

Conrad ha scritto l'epopea dell'epoca coloniale morente, e All'estremo limite è uno dei suoi romanzi esemplari. Gira attorno al capitano Whalley nel suo ultimo viaggio in mare, con il segreto inconfessabile che si porta addosso. I mari sono gli orientali Mari del Sud, sotto il sole cocente e i vapori dei Tropici; un'era di avventure sta per finire, e il futuro prossimo è buio e chiuso.
Joseph Conrad, All'estremo limite, Quodlibet 2017






Per Ella Milana, giovane supplente in una scuola superiore, diventare membro onorario della Società Letteraria di Sella di Lepre è un riconoscimento straordinario, che equivale a entrare nella storia della letteratura. Ma si accorge presto che il piccolo gruppo di scrittori di cui fa finalmente parte nasconde misteri inquietanti: che fine ha fatto Laura Lumikko, la più famosa autrice di romanzi per ragazzi del mondo e fondatrice della Società Letteraria, inspiegabilmente scomparsa nel bel mezzo di una festa? Che cosa si nasconde dietro il minaccioso rituale noto come il Gioco? E soprattutto, perché la biblioteca di Sella di Lepre conserva edizioni di romanzi classici dal testo profondamente cambiato e dai protagonisti irriconoscibili? In uno stile che fonde ironia, mistero e surreale, "La Società Letteraria di Sella di Lepre" è un'imprevedibile, emozionante caccia al tesoro, dove il tesoro è la verità celata nei libri. Una caccia che porta Ella a rischiare la vita - ma anche a interrogarsi sul significato del narrare, sul potere delle storie, e sul meraviglioso, perturbante ballo in maschera in cui ogni lettore si immerge ogni volta che sfoglia le pagine di un libro.
Pasi Ilmari Jaaskelainen, La società letteraria di Sella di Lepre, Salani 2017

A 25 anni, Vladimir Girikin non ha ancora trovato la sua strada e inganna il tempo (e se stesso) lavorando a Manhattan in una società per l'Inserimento degli Immigrati, dove aiuta come può i suoi connazionali nella difficile transizione all'American way of life. Un lavoro qualsiasi, che gli concede giusto di che vivere in una stamberga dell'East Side in compagnia della sua ragazza, prostituta di lusso. Nel tedio nevrotico della sua vita piomba inattesa l'avventura nella persona di un anziano immigrato che aspira alla naturalizzazione, un ricco, folle, trascinante psicotico nonché eroe di guerra russo.
Gary Shteyngart, Il manuale del debuttante russo, Guanda 2017


Nell'America della metà del Novecento, che si rilassa davanti ai teleschermi dopo aver vinto la guerra europea, un uomo venuto dal nulla crea un programma che conquista milioni di spettatori, dandogli un potere quasi sconfinato. E la prima Candid Camera della storia, e il nome del suo inventore, Colk, entra nel lessico di ogni famiglia. Golk, aggettivo, verbo, nome proprio e comune. Colk, golkare, golkismo. Ma anche «golk» come l'inverso di «god»: dio. E proprio come un dio, lui, Colk, sopra ogni cosa; deciso a colpire i potenti e a soddisfare la propria sfrenata ambizione. Completano una sconsacrata trinità i suoi due principali collaboratori: Hondorp, uno smidollato flàneur newyorkese vittima del fascino di Golk che illudendosi di prenderne il posto sarà coinvolto nella sua rovina; e Hen-dricks, una giovane donna assetata di esperienza che dopo i successi della crudele macchina golkiana tornerà al dorato ovile di un marito miliardario. Nella sua profetica opera d'esordio, Richard Stern propone in chiave tragicomica molti dei temi di cui si è discusso per decenni e che continuano ancor oggi ad animare libri, giornali e talk show televisivi.
Richard Stern, Golk, Calabuig 2017

6 marzo 2017

I nostri consigli - Non-fiction

Marino Falier è una delle figure più controverse nella storia dei dogi di Venezia. Nato verso il 1285 da una importante famiglia di antichissima origine, che annoverava già due dogi, percorse una lunga e brillante carriera al servizio della repubblica che lo portò a ricoprire in modo quasi incessante numerose e prestigiose cariche. Nel 1354, ormai settantenne, venne scelto come doge con un ampio consenso del corpo elettorale. Al di là di ogni previsione, tuttavia, il nuovo doge non si limitò a svolgere le funzioni per lo più di rappresentanza che la costituzione veneziana riservava al capo dello stato. Appoggiandosi alle classi popolari, si mise alla testa di una congiura destinata a rovesciare lo stato patrizio che governava la Serenissima. I congiurati vennero però scoperti: i capi della cospirazione furono rapidamente giustiziati e lo stesso doge, da loro indicato come il mandante, fu giudicato e condannato a morte. La sentenza venne eseguita con la decapitazione, che ebbe luogo la sera del 17 aprile del 1355 dopo un processo lampo. Un caso senza precedenti, una storia avvincente che nei secoli ha ispirato letterati e musicisti - da Lord Byron a Donizetti - e su cui ancora fitto è il mistero.
Giorgio Ravegnani, Il traditore di Venezia, Laterza 2017

La Filibusta, associazione di corsari e pirati venuti da Francia, Inghilterra e Paesi Bassi e rifugiatisi sull'isola Tortuga - a nord di Haiti - per allearsi contro gli spagnoli, operò nel golfo del Messico nella seconda metà del Seicento, devastando insieme ai bucanieri che operavano nell'entroterra le coste del mar dei Caraibi. Wagner, nel Vascello fantasma, riproduce il canto del mare: il canto di un'epoca in cui gli uomini consideravano estremamente avventuroso solcare, con una chiglia solitaria, gli oceani sterminati, territorio di dominio di balene e squali. La sinfonia ha il fascino che ci trasmette questo libro: l'ira e l'assalto furioso dei venti e delle onde, la lotta con gli abissi gorgoglianti, il crescendo della tempesta, l'agitarsi delle acque e il furore dell'uragano. Ma anche la placida serenità del mare che si dilata all'orizzonte verso spazi infiniti. Sternbeck ci fa rivivere il vagabondaggio inquieto di uomini straordinari, gli alti e bassi delle loro avventure. Nel gioco delle onde si sentono i desideri, l'aspirazione alla libertà, i giuramenti, le delusioni, le speranze; e nella collera dei venti e dei marosi si intuiscono nuove cadute. Un racconto in chiaroscuro dove si mischiano angosciose chiamate di marinai, tonanti ordini dei comandanti, acute strida di gabbiani!. Storie di pirati eccellenti, uomini d'arme e d'avventura - da Francesco Nau detto l'Olonese a Henry Morgan e Capitano Kidd - che liberano al vento il Jolly Roger e impavidi sfidano la morte.
Alfred Sternbeck, Storia dei filibustieri, Odoya 2017

"Il circo è tutta la nostra vita - confessano Pierre Etaix e Annie Fratellini in una lettera indirizzata a Federico Fellini -. Non c'è circo senza clown... Noi siamo clown... Autentici... Nostro malgrado e per nostra fortuna. Clown non si diventa, diceva Paul Fratellini. Clown si nasce o non si è clown. Ma questo dono o questa anomalia è anche un mestiere difficile ed è soprattutto un'arte. Un mestiere difficile che include tutti gli altri. Alcuni clown l'hanno insudiciato perché non erano veri clown. Il clown è l'inventore, il regista, l'interprete di sé stesso... E tutto questo e non lo sa. Egli appartiene alla mitologia. Non lo si può vedere se non al circo. E li che vive e muore nella stessa sera per rinascere l'indomani. Quando muore davvero, di lui non resta che un ricordo. "Che cosa mangia un clown?", domandò una bimbetta ad Annie che non sapeva cosa rispondere per paura di violare il meraviglioso... Meglio accontentarsi di sorridere per nascondere la tristezza che ne consegue, quando si consideri l'abisso che separa il fanciullo dall'uomo. Tuttavia il clown non è stato creato per il fanciullo, ma per l'uomo dal cuore di fanciullo... Innanzitutto c'è il "clown" buffone, folletto, scintillante, dalla maschera bianca. C'è poi l'"Augusto", lo scaltro, dall'aspetto balordo, dalle scarpe e dagli abiti troppo grandi. Essi sono l'uno agli antipodi dell'altro, ma la loro armonia ha del miracoloso. E necessario ci sia fra i due quella perfetta complicità che in pratica esiste solo fra persone della stessa famiglia. E poi ci vuole la fede per farsi piacere di ricevere ogni giorno un ceffone o un calcio nel sedere o meravigliarsi per un cerchio di luce. E a questa condizione solamente che il pubblico diviene complice. Nell'era della scienza e della demistificazione è ben difficile immaginare il persistere dell'arte clownesca... E tuttavia i giochi del circo non stanno scomparendo, al contrario... Come lo sport, è una forma di spettacolo che sopravviverà... Perché è puro... E poiché non c'è circo senza clown..."
Aa. Vv., Tornano i clown, Medusa 2017

Estate del 1914: gran parte dell'Europa precipita in un conflitto sconvolgente. La gravità del disastro terrorizza i sopravvissuti, nessuno può credere che la civiltà modello per il resto del mondo sia sprofondata nella brutalità più assoluta. Solo vent'anni dopo la fine della Grande Guerra, nel 1939, gli europei iniziano un secondo conflitto, persino peggiore del primo. Nonostante le crude cifre non possano restituire la gravità dei tormenti inflitti alla popolazione, la conta dei morti - oltre quaranta milioni soltanto in Europa, quattro volte di più della prima guerra mondiale - ci fa percepire con concretezza questo orrore. lan Kershaw ricostruisce una nuova, monumentale storia dell'Europa contemporanea: un periodo straordinariamente movimentato e tragico che ha visto iì continente sfiorare l'autodistruzione e, solo quattro anni dopo aver toccato il fondo nel 1945, gettare le basi per una stupefacente risurrezione.
Ian Kershaw, All'inferno e ritorno, Laterza 2016

3 marzo 2017

I nostri consigli

Etiopia, Africa Orientale, 1937. Da un anno Benito Mussolini ha proclamato l'Impero. Ma la propaganda tace che il popolo e il territorio sono tutt'altro che sottomessi. Più di prima infuria la guerra coloniale, anche con l'impiego dei gas, contro gli arbegnoch, i patrioti, ed è tanto più feroce quanto più incapace di successi. Dietro la brutalità degli occupanti e contro il vertice del regime coloniale serpeggia una trama oscura. Ciò che rende "I fantasmi dell'Impero" qualcosa di più di un romanzo storico è il modo in cui l'intreccio è costruito, dando la sensazione di una cronaca in presa diretta. E un miscuglio di finzione e storia che usa tutti i mezzi letterari disponibili: la narrazione immaginaria assieme al documento, le lettere e i telegrammi, il rapporto militare, l'informativa dei servizi, sigle protocolli e gerarchie, verbali di dialoghi e interrogatori. Una polifonia di testi che riproduce tutta la tensione della contemporaneità: attesa, affetto, paura, pena, rifiuto, raccapriccio. E insieme offre - attraverso crimini, sconfitte tenute nascoste, viltà e sadismi burocratici, ma anche gesti generosi e nobili persone - il quadro e il sentimento della mortificazione nazionale che fu la costruzione, irrealizzata, dell'«Impero». La storia si dipana seguendo l'inchiesta di Vincenzo Bernardi. Magistrato militare integerrimo, è lì per capire qualcosa delle azioni, da criminale di guerra, di un ufficiale, un certo Corvo. C'è stato l'attentato al viceré d'Etiopia Rodolfo Graziani, a cui gli italiani hanno risposto con una violentissima rappresaglia. Sulla scia della repressione, si è saputo di eccessi, in lontane province, che rinfocolano e rafforzano la tenace resistenza etiope. Seguendo le tracce di villaggio in villaggio, cercando i colpevoli, Bernardi entra nel cuore di tenebra del colonialismo italiano; ne conosce gli orrori, le bassezze, il conflitto sotterraneo che oppone la milizia fascista agli ufficiali dell'esercito. «Lei era dalla parte sbagliata, Bernardi». I fatti, i personaggi con i nomi cambiati, i nomi autentici, i luoghi, le battaglie, gli agguati, le esecuzioni e il resto, tutto quanto è vero, in questo romanzo; ma al centro è una finzione. Una congettura che però tracce d'archivio, coincidenze, atmosfere e certi esiti nel dopo fascismo rendono quasi plausibile.
Marco Cosentino, Domenico Dodaro, Luigi Panella, I fantasmi dell'Impero, Sellerio 2017

Il dottor Eitan Green è una persona onesta e un ottimo medico, impegnato a salvare vite. Una notte, guidando la sua jeep a tutta velocità nel deserto, investe un uomo, un migrante africano. L'uomo è ferito mortalmente e il dottor Green, preso dal panico, fugge. Questa decisione cambierà la sua esistenza. Il giorno dopo, una donna bella, misteriosa e dalla pelle nera bussa alla porta della casa di Eitan e gli porge il portafoglio perduto nel luogo dell'incidente. La donna lo ricatterà, ma non chiedendo soldi. Lo condurrà invece in luoghi, reali e interiori, che il dottor Green non avrebbe mai immaginata di dover esplorare.
Ayelet Gundar-Goshen, Svegliare i leoni, Giuntina 2017



Londra, fine Ottocento. Un gruppo di donne cerca di organizzarsi per ottenere dignità e indipendenza economica nella capitale vittoriana. Non sono rivoluzionarie, non lottano ancora per il suffragio: ma vogliono poter lavorare per arrivare a sposarsi, in caso, per amore e non per bisogno. Dalle premesse classiche del marriage plot (una giovane bella e nubile appena arrivata nella grande città; un dandy intraprendente in cerca dell’amore; una donna bruttina ma di gran carattere decisa a seguire le proprie idee) si sviluppa una serie di equivoci ferocemente realistici, destinati a finire nell’unico modo in cui può finire un romanzo che vuol fare i conti con la realtà: con uno schianto.
George Gissing, Le donne di troppo, La Tartaruga 2017


Josie ha trentotto anni ed è felice, quella sera. In un camper al buio, con i suoi due bambini e i boschi sconosciuti attorno. Sa che la sua è una felicità passeggera, e che tutto è sbagliato. Non dovrebbe essere in Alaska, una zona del paese che è America ma anche non lo è, è il luogo dell'oblio e dei viaggiatori erranti. Non dovrebbe trovarsi in un'anonima casa a quattro ruote, senza telefono e con in tasca solo contanti. Irrintracciabile. Era una dentista e non lo è più. Il padre dei suoi figli l'ha lasciata. Ha una causa legale alle costole e un rimorso che la tormenta. Credeva in un paese che non esiste più, cancellato dalla durezza della crisi economica. Così Josie si è ribellata: ha preso i suoi figli (sequestrati, si potrebbe dire, all'insaputa del padre), li ha caricati su un camper e sono partiti, senza un piano. Paul, otto anni, "gli occhi freddi e premurosi di un prete glaciale", più assennato di sua madre. Ana, cinque anni, "una minaccia continua al contratto sociale", un animale con gli occhi verdi e "la capacità di individuare l'oggetto più fragile in qualsiasi stanza e romperlo con incredibile alacrità". E ora puntano dritti verso l'Alaska. Un genitore non dovrebbe prima di tutto tenere i figli alla larga da pericoli inutili e traumi evitabili? Invece lei li ha trascinati in Alaska, che non è per niente un luogo magico dall'aria cristallina, ma un posto soffocato dalla caligine di decine di incendi dispersi per tutto lo Stato come galeotti in fuga. Ma è anche la terra degli eroi, e Josie ha bisogno di trovarne uno: trovatemi uno coraggioso, un ardito, chiede agli alberi scuri. Trovatemi uno che non si tira indietro. Dave Eggers torna a raccontare l'America contemporanea e quel che resta di una famiglia disastrata che si mette in marcia verso la frontiera. E in più la luminosa e quasi utopistica fiducia, nonostante tutto, che qualcosa di simile all'originario sogno americano esista ancora, da qualche parte sotto il ghiaccio.
Dave Eggers, Eroi della frontiera, Mondadori 2017